La follia e il suo gioco, Salvatores e #ilragazzoinvisibile

Lo scorso Aprile ci è arrivata un’occasione rivolta a giovani musicisti per la colonna sonora del film di Gabriele Salvatores, Il ragazzo invisibile.

Le parole del regista erano chiare: “Cerco una canzone per il mio nuovo film, dove racconto di un ragazzo di 13 anni, Michele, che scopre di avere il superpotere di diventare invisibile; all’inizio è sconcertato, preoccupato e quasi spaventato, ma poi capirà che può essere un dono, anche se difficile da gestire. Dentro ci sono tutte le emozioni dell’essere adolescenti: libertà/paura, intraprendenza/incoscienza, desiderio di essere riconosciuti insieme al desiderio di scomparire. E c’è la scoperta incredibile dell’avere un superpotere. Della canzone per ora so solo il titolo: Il ragazzo invisibile/The invisibile boy“.

Per raccontare “il ragazzo invisibile” ci siamo ispirati al racconto “la follia e il suo gioco” – che potete leggere più in fondo) … La follia invita tutti i sentimenti a fare il gioco del nascondino, ma …

“…dell’Amore nessuna traccia…setacciando ogni luogo…La Follia si accorse di un rosaio, prese un pezzo di legno e cominciò a frugare fra i rami spinosi, quando ad un tratto senti’ un lamento.
    Era l’Amore, che soffriva perché una spina gli aveva appena perforato un occhio.
    La Follia non sapeva che cosa fare, si scusò per aver organizzato un gioco così stupido, implorò l’Amore per ottenere il suo perdono e commossa dagli esiti di quel danno irreversibile arrivo’ al punto di promettergli che… l’avrebbe assistito per sempre.
    L’Amore rincuorato accetto’ le promesse e quelle scuse così sincere…
    Così da allora…
    L’ Amore è cieco e la Follia lo accompagna sempre…”

Anche se invisibili, non ci si può nascondere dall’amore che è cieco.

Questo è il brano che abbiamo scritto per il Film di Gabriele Salvatores, l’arrangiamento non è ancora perfetto, e le riprese sono state fatte con un telefonino in sala prova, ma ci piaceva molto l’ìidea di farvelo ascoltare.

https://www.facebook.com/video.php?v=930403386993523&set=vb.137849412915595&type=2&theater

 LA FOLLIA E IL SUO GIOCO

  Tanto tempo fa, la Follia decise di invitare i sentimenti per un’insolita riunione conviviale…

   Raccoltisi tutti intorno ad un caffè, per animare l’incontro la Follia propose: “Si gioca a nascondino?”.

    “Nascondino? Che cos’è?” – domandò la Curiosità.

   “Nascondino è un gioco”, Rispose la Follia, “Io conto fino a cento e voi vi nascondete.Quando avrò terminato di contare, comincero’ a cercare ed il

     primo che troverò sarà il prossimo a contare”.

    Accettarono tutti ad eccezione della Paura e della Pigrizia che rimasero a guardare in disparte…

    “1,2,3. – la Follia cominciò a contare.

    La Fretta si nascose per prima, dove le capitò.

    La Timidezza, esitante come sempre, si nascose su un gruppo d’alberi.

    La Gioia corse festosamente per tutto il giardino non curante di un vero e proprio nascondiglio.

    La Tristezza cominciò a piangere, perché non trovava un angolo adatto per occultarsi.

    L’Invidia si unì all’Orgoglio e si nascose accanto a lui dietro un sasso.

    La Follia proseguiva con la conta mentre i suoi amici si nascondevano.

    La Disperazione era sconfortata vedendo che si era già a novantanove.

    “CENTO!” ,gridò la Follia, “Adesso verro’ a cercarvi!. ».

    La prima ad essere trovata fu la Curiosità, perché non aveva potuto impedirsi di uscire per vedere chi sarebbe stato il primo ad essere scoperto.

    Guardando da una parte, la Follia vide l’Insicurezza sopra un recinto che non sapeva da quale lato avrebbe potuto nascondersi meglio.

    E così di seguito furono scoperte la Gioia, la Tristezza, la Timidezza e via via tutti gli altri.

    Quando tutti finalmente si radunarono, la Curiosità domandò: “Dov’è l’Amore?”.

    Nessuno l’aveva visto…

    Il gioco non poteva considerarsi concluso e la Follia cominciò a cercarlo.

   Provo’ in cima ad una montagna, lungo il fiume sotto le rocce.

    Ma dell’Amore nessuna traccia…setacciando ogni luogo…La Follia si accorse di un rosaio, prese un pezzo di legno e cominciò a frugare fra i rami spinosi, quando ad un tratto senti’ un lamento.

    Era l’Amore, che soffriva perché una spina gli aveva appena perforato un occhio.

    La Follia non sapeva che cosa fare, si scusò per aver organizzato un gioco così stupido, implorò l’Amore per ottenere il suo perdono e commossa dagli esiti di quel danno irreversibile arrivo’ al punto di promettergli che… l’avrebbe assistito per sempre.

    L’Amore rincuorato accetto’ le promesse e quelle scuse così sincere…

    Così da allora…

    L’ Amore è cieco e la Follia lo accompagna sempre…

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