Totò Zingaro ed il patto col diavolo.

Non conoscevo Robert Johnson! Almeno fino a qundo non ho ascoltato il disco, molto bello, registrato da una delle migliori band che io conosca (i Totò Zingaro) e che a lui hanno dedicato un disco intero (che potete ascoltare e scaricare da questo link).

Non sono stati loro a fare un patto con il diavolo (almeno credo) ma pare che il buon Robert Johnson lo abbia stretto con tanto di vendita della propria anima. A che scopo? Ovviamente quello di diventare un chitarrista formidabile.

Ok, adesso mi prenderò insulti e sberleffi per la serie “Ma come? Un chitarrista come te che non conosce Robert Johnson?”. Ebbene si, fino a poco tempo fa ne ignoravo l’esistenza (si, si non ho neanche visto Missisipi Adventrure), pur conoscendo benissimo la cover dei Blues Brothers di una delle sue 29 registrazioni.

E già perché questo formidabile chitarrista ha registrato soltanto 29 tracce nella sua fulminea e misteriosa carriera.

Pare che un certo H.C. Speirs, negoziante di dischi di Jackson, abbia presentato Robert Johnson ad Ernie Oertle, una sorta di talent scout (quando ancora esistevano), e questi organizzò per lui alcune sedute di registrazione in una stanza d’albergo. In sole cinque sessioni vennero incise le 29 canzoni che rappresentano l’intera discografia di Robert Johnson. Siamo alla fine del 1936.

Per quelli che adorano artisti morti a 27anni il cui cognome inizia con la “J” sappiate che anche Robert è morto (in circostanze misteriose) all’età di 27 anni.

E non ho ancora parlato del suo patto col diavolo.

C’è da dire che Johnson è stato un chitarrista formidabile, ed anche se si suppone che le registrazioni siano state pubblicate “aumentando i giri”, anche a rilento le sue parti di chitarra sono tutt’oggi “difficili da suonare”.

Il bello è che nonostante avesse iniziato a suonare fin da piccolo era ritenuto un musicista abbastanza goffo e senza alcun talento particolare; ma dopo la morte di sua moglie pare che sia scomparso ed abbia girovagato fino a farsi vivo l’anno successivo, dotato di una bravura e di un’espressività tali da lasciare tutti allibiti.

Voci dell’epoca tramandano di un incontro, avvenuto allo scoccare della mezzanotte a un crocevia desolato, tra Johnson e un misterioso uomo in nero il quale gli avrebbe concesso un ineguagliabile talento chitarristico in cambio della sua anima. E se proprio non è stato il demonio pare che comunque Johnson, nel corso del suo vagare, abbia incontrato un misterioso bluesman di nome Ike Zinneman, un musicista celato da un fitto velo di mistero (pare che avesse l’abitudine di suonare nei cimiteri, tra le tombe) che gli aveva fatto da maestro.

Anche la morte precocissima è avvolta da un fitto mistero: pare che il barman di un locale dove stesse suonando l’abbia avvelenato avendo scoperto che il buon vecchio Robert avesse una relazione con sua moglie.

Greil Marcus descrive così la sua morte: « Morì nel mistero: qualcuno ricorda che fu pugnalato, altri che fu avvelenato; che morì in ginocchio, sulle sue mani, abbaiando come un cane; che la sua morte aveva qualcosa a che fare con la magia nera. »

Oggi esistono tre tombe dedicate al buon vecchio Robert Johnson e ovviamente non si è certi di quale sia quella vera.

Bene, siete pronti per ascoltare i Totò Zingaro

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