ABBIAMO DECISO DI ESSERE NOI STESSI!

Avremmo voluto suonare con la stessa epicità dei IL TEATRO DEGLI ORRORI, o come i KING CRIMSON, a cui si sono sapientemente ispirati per certe sonorità. Abbiamo subito il fascino dei CSI e di come hanno saputo traghettare l’esperienza Punk su lidi poetici quanto altrettanto forti. Potevamo essere una COVERBAND, in fondo non c’è niente di più bello che suonare a squarciagola le canzoni che hanno accompagnato la tua adolescenza, o forse lanciarci in assoli chilometrici come i LED ZEPPELIN o i DEEP PURPLE di cui abbiamo comprato tutti i dischi. Ci sarebbe piaciuto scrivere arrangiamenti sofisticati, quanto leggeri, come MICHAEL NYMAN o YANN TIERSEN, e forse avremmo raggiunto l’estasi suonando musiche come MORRICONE O JOHN BARRY. Ci siamo immaginati sul palco scheletrici ed oscuri come i BAUHAUS, o criptici ed enigmatici come gli EINSTUERZENDE NEUBAUTEN. Ci piaceva anche l’idea di salire sul palco dipinti come i GENESIS (suonando come i Genesis). Qualcuno di noi ha pensato di ispirarci alle radici della musica indie, ai SONIC YOUTH o CAPITAN BEEFHEAD. Altri suggerivano di ancorarci alla tradizione italiana e riprodurre le sonorità di LIGABUE o ZUCCHERO. Tra noi c’è anche chi ha spinto per slegarci dalla tradizione italiana e seguire l’esempio di DENTE o LEVANTE. Potevamo portarci alla complessità compositiva dei DREAM THEATER o degli YESS di cui sono degni eredi (e qualcuno tagliava corto per avanguardie come CYNIC).

Seguire le orme di VINICIO CAPOSSELA, o di TOM WAITS a cui fortemente si ispira, o lanciarci nella sperimentazione dei TUXEDOMOON e VIRGIN PRUNES? Scrivere ballate strappalacrime come quelle di TIM BUKLEY o potenti locomotive come quelle dei MOTORHEAD?

E perché non seguire i nostri eroi dell’infanzia? Gli IRON ed i METALLICA? Tanto valeva tirare dritto fino ai NIGHTWISH o i DELAIN!

Io avrei preferito i VOIVOD!

Abbiamo anche pensato di fare arrangiamenti barocchi come quelli dei QUEEN o di MEAT LOAF (alcune registrazioni sono ormai scheletri nei nostri armadi :-)).

Dateci una Gibson LES PAUL ed un Marshall JCM900 e non sapremo fare a meno di suonare “Knocking on heavens door” come lo fanno i GUNS (forse è per questo che qualcuno ha comprato una GRETSCH ed un’altro la batteria l’ha fatta costruire da un artigiano).

Alcuni di noi hanno avuto esperienza nel BLACK METAL e ancora oggi non rinnegano un amore per un passato assai oscuro. Altri sono cantori della musica tradizionale del Gargano, della pizzica e di tutte quelle sonorità che riportano la nostra mente ad immagini felici (quanto desuete) di giovani contadine che ballano al sole: ci avete incontrato a SCAPOLI, a MELPIGNANO, ci avete baciato a BAROLO ed avete bevuto con noi al CARPINO FOLK FESTIVAL; noi eravamo i diavoli alle chitarre con cui avete cantato fino all’alba.

Potevamo fare molte cose, essere molte cose! Dopo aver speso anni di esercizi per suonare la chitarra come STEVE VAI, o la batteria come BILL BRUFORD è davvero difficile tenere a bada la voglia che abbiamo di dimostrare quanto potevamo essere tecnicamente preparati.

Eppure abbiamo fatto la scelta difficile, quella che nessuno di noi si sarebbe aspettato: abbiamo deciso di essere noi stessi, e di non somigliare a nessuno!

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