E poi dici che le amicizie su Facebook non hanno valore!

Dead Cat In A BagPer capire il romanticismo che si cela dietro questo piccolo episodio bisogna conoscere I Dead Cat in A Bag.
Probabilmente se io avessi ascoltato più dischi di Leonard Cohen, Nick Cave, Jonny Cash o Tom Waits avrei un lessico più appropiato per descrivere le sonorità di questa band e la profondità delle loro canzoni, ma a naso mi viene da definire i Dead Cat in A Bag come una band di “folk maledetto”.
I Dead Cat In A Bag sono di Torino.
Ho conosciuto il cantante del gruppo, Luca Andriolo, su Facebook, chiedendogli l’amicizia dopo un paio di scazzottate tra i commenti su canzoni o artisti.
Io e Luca siamo letteralmente la nemesi l’un dell’altro: io sempre più convinto della “popolarità” che deve avere il linguaggio musicale, positivo e sempre alla ricerca di raggi di sole di cui parlare nelle mie canzoni, lui che invece ama scavare nei meandri dell’animo umano, delle sue pochezze, con un linguaggio sofisticato e con un’amore disincantato per la bestemmia.
Nonstante queste diversità stilistiche, ci capita spesso di commentare o discutere sugli aspetti che comunque ci accomunano: il linguaggio, il ruolo dell’artista e cose di questo tipo che è dato dibattere a pochi e soltanto dopo le 2 del mattino.
Anche se ci conosciamo ormai da più di 3 anni io e Luca non ci siamo mai incontrati personalmente.
Fino a ieri.
Mentre tornavo a casa dopo una giornata di lavoro, mi fermo al primo semaforo che si incontra in Corso San Maurizio quando dal lungo Po ci si dirige verso Corso Regina.
Adoro il venerdì perché è “quasi sabato”, e questo mi mette sempre di buon’umore dopo una giornata di lavoro.
Stavo ascoltando un brano dell’ ultimo disco degli House of Lord quando sulle strisce pedonali mi vedo attraversare la strada da un giovanotto dall’aspetto di “poeta maledetto” di cui incrocio velocemente lo sguardo.
Lo riconosco, è Luca dei Dead Cat In A Bag.
Per un’attimo penso di rivolgergli la parola, ma poi mi chiedo: “Perché?” Infondo la nostra amicizia sta bene li dov’è, sul web.
Ma cambio idea.
Abbasso il finestrino dell’auto, lui aveva già attraversato la strada e stava per sparire dentro una delle vie secondarie, e gli grido “Luca!”.
Lui si gira, e mi guarda meravigliato come per dire “Non so chi sei” ed io aggiungo “Nonnomatteo!”.
A quel punto gli spunta un sorriso e quasi come colto di sorpresa mi dice: “ Scusami Matteo non ti avevo riconosciuto” e muovendo le braccia come per scaricare un fardello a terra aggiunge “ci sarebbe stata bene una bella bestemmia per l’occasione”. Riusciamo appena a scambiare due riflessioni sulla casualità dell’incontro ed il semaforo diventa verde.

Così ci siamo salutati con un gesto di mano, come quel saluto che si fanno le persone quando sanno che si rincontreranno presto.

Annunci

Un pensiero su “E poi dici che le amicizie su Facebook non hanno valore!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...